Google contro la Cina, la Francia e adesso anche contro l’Italia?
Posted by delio in Google, Motori di ricerca, leggi, decreti
La scorsa settimana è stata segnata da un’inattesa decisione da parte di Google nei confronti del Governo cinese, la società a capo del motore di ricerca ha deciso di riconsiderare il proprio ruolo nello Stato asiatico, Google ha deciso di non sottostare più alla politica di censura del Governo, censura molto restrittiva che impedisce al suo popolo di poter raggiungere una grandissima quantità di siti e blog stranieri, pensate che la maggior parte dei siti online di news non possono essere visti perchè portatrici di notizie contro gli interessi del regime come ad esempio notizie sul Dalai Lama oppure sulle minoranze religiose, lo stesso dicasi per i siti delle associazioni per il rispetto dei diritti umani.
Questa presa di posizione da parte di Google come vi dicevo pocanzi è stata accolta con sorpresa sia dagli ambienti istituzionali che dal popolo del web che però ne sono stati molto contenti perchè da sempre contrari contro la censura spinta al limite dalla Cina, ci si è subito soffermati a cercare di capire i motivi che potessero aver portato a questo cambio di rotta.
Google spiega in un post sul suo blog ufficiale che la decisione è stata presa in seguito agli ultimi attacchi informatici subiti contro il suo servizio di posta, Gmail, e in particolar modo contro gli account di vari appartenenti ad associazione a difesa dei diritti umani operanti in Cina e anche come conseguenza alle continue intromissioni del Governo locale sulla loro politica aziendale.
Immediatamente si sono attivate le consultazioni tra la società statunitense, il Governo americano e quello cinese per cercare di trovare un accordo che permetta la sopravvivenza del motore di ricerca nel paese dei mandarini, Google infatti sembra decisa anche a chiudere tutte le attività in terra cinese se le sue richieste, sacrosante, non fossero accettate.
Ma i problemi per la società di Mountain View non finiscono con la Cina, grossi problemi ci sono anche in Francia dove il Governo si appresta a varare una legge che obblighi non solo Google ma tutte le società che hanno servizi tipo adsense a pagare una tassa sugli introiti pubblicitari con lo scopo di reinvestire i soldi ottenuti in una futura distribuzione telematica di contenuti cinematografici e musicali.
E adesso sembra giunto anche il momento dell’Italia con la recente proposta di decreto legge conosciuta ai più come “decreto Romani” che riguarda Tv e media audiovisivi e quindi andrebbe ad interessare per quanto riguarda Google il suo servizio di hosting video YouTube.
Il decreto prevede multe salatissime nel caso in cui vengano mostrati filmati come visioni di goal da spezzoni di programmi televisivi, parti di reality e altri filmati in violazione del copyright, vista la gran quantità di questo tipo di filmati presenti su YouTube è facile capire perchè quelli di Google siano così preoccupati.
Le prime reazioni in Italia alla presentazione di questo decreto che a detta dell’autore potrà subire delle modifiche in corso d’opera sono di tentativi di censura al libero scambio di opinioni e informazioni, premesso che io sono contro le censure, mi chiedo dove vedono un rischio del genere nel voler bloccare la diffusione ad esempio di canali che trasmettono in streaming il Grande Fratello o le partite di calcio per cui le società che posseggono i diritti hanno pagato fior di miliardi per poterle trasmettere dai loro canali, non credo che si debba cavalcare la protesta “italiana” di Google perchè ha chiaramente un’intento puramente economico volta a sfruttare le opposte posizioni politiche per proteggere i propri interessi, il resto del decreto come ad esempio il tetto ai limiti pubblicitari ma anche altre cose può essere e deve essere discusso ma su questa precisa questione non credo che si stia sbagliando.






Io ritengo che, al massimo, se qualche autore o TV ritengano lesi dei loro diritti possano chiedere a Google di interdire la visione del video.
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Ad ogni buon conto, se non comprendono che, spesso, vedere una volta di più, il loro prodotto o marchio sia più proficuo per loro, ci si domanda che cosa abbiano capito del loro lavoro.
Ciao Ulir hai ragione quando dici che comunque alla fine si tratta anche di pubblicità e che quindi dovrebbero chiudere gli occhi però la politica di Google su queste storie è contorta nel senso che, parliamo di adsense, se io nel blog metto tramite un mio player filmati senza averne pagato i diritti o comunque aver avuto l’autorizzazione dai loro possessori e Google se ne accorge (vedi filmati sul Grande Fratello), la società mi potrebbe bannare dal servizio e contestualmente dai risultati nel motore di ricerca decretando la fine del blog, il ban non è provvisorio ma a vita, se questi video li mettono gli utenti su YouTube va tutto bene a meno che non ci sia un reclamo dei possessori dei diritti, lo stesso dicasi per i video tutorial in cui si spiegano le tecniche per hackerare dei siti o programmi, su YouTube ce ne sono tantissimi, se lo facciamo noi autori di blog indipendenti il ban è alle porte, si rischia con la speranza che non si subisca un controllo da Google.
C’è un minimo di ambiguità nei loro comportamenti non trovi?
Qui ci vorrebbe un giurista.
Penso che la totale gratuità dell’azione dell’utente di YouTube, impedisca, che si possa, anche solo di riflesso, parlare di un guadagno per quest’ultimo.
Così, il massimo che si possa fare è rimuoverlo.
Rimuovendolo da YouTube, lo stesso video è rimosso anche dal Blog che usa YouTube.
In questo caso, usare i video YouTube è o dovrebbe essere una garanzia.
Un discorso di questo tipo: se è su YouTube io lo uso, al limite, ci penserà YouTube a rimuoverlo e non si vedrà più.