Google contro la Cina, la Francia e adesso anche contro l’Italia?

Posted by delio in Google, Motori di ricerca, leggi, decreti

La scorsa settimana è stata segnata da un’inattesa decisione da parte di nei confronti del Governo cinese, la società a capo del motore di ricerca ha deciso di riconsiderare il proprio ruolo nello Stato asiatico, ha deciso di non sottostare più alla di censura del Governo, censura molto restrittiva che impedisce al suo popolo di poter raggiungere una grandissima quantità di siti e blog stranieri, pensate che la maggior parte dei siti online di news non possono essere visti perchè portatrici di notizie contro gli interessi del regime come ad esempio notizie sul Dalai Lama oppure sulle minoranze religiose, lo stesso dicasi per i siti delle associazioni per il rispetto dei diritti umani.

Questa presa di posizione da parte di come vi dicevo pocanzi è stata accolta con sorpresa sia dagli ambienti istituzionali che dal popolo del web che però ne sono stati molto contenti perchè da sempre contrari contro la censura spinta al limite dalla , ci si è subito soffermati a cercare di capire i motivi che potessero aver portato a questo cambio di rotta.

spiega in un post sul suo blog ufficiale che la decisione è stata presa in seguito agli ultimi attacchi informatici subiti contro il suo servizio di posta, Gmail, e in particolar modo contro gli account di vari appartenenti ad associazione a difesa dei diritti umani operanti in e anche come conseguenza alle continue intromissioni del Governo locale sulla loro aziendale.

Immediatamente si sono attivate le consultazioni tra la società statunitense, il Governo americano e quello cinese per cercare di trovare un accordo che permetta la sopravvivenza del motore di ricerca nel paese dei mandarini, infatti sembra decisa anche a chiudere tutte le attività in terra cinese se le sue richieste, sacrosante, non fossero accettate.

Ma i problemi per la società di Mountain View non finiscono con la , grossi problemi ci sono anche in Francia dove il Governo si appresta a varare una legge che obblighi non solo ma tutte le società che hanno servizi tipo a pagare una tassa sugli introiti pubblicitari con lo scopo di reinvestire i soldi ottenuti in una futura distribuzione telematica di contenuti cinematografici e musicali.

E adesso sembra giunto anche il momento dell’Italia con la recente proposta di decreto legge conosciuta ai più come “decreto Romani” che riguarda Tv e media audiovisivi e quindi andrebbe ad interessare per quanto riguarda il suo servizio di hosting video .

Il decreto prevede multe salatissime nel caso in cui vengano mostrati filmati come visioni di goal da spezzoni di programmi televisivi, parti di reality e altri filmati in violazione del , vista la gran quantità di questo tipo di filmati presenti su è facile capire perchè quelli di siano così preoccupati.

Le prime reazioni in Italia alla presentazione di questo decreto che a detta dell’autore potrà subire delle modifiche in corso d’opera sono di tentativi di censura al libero scambio di opinioni e informazioni, premesso che io sono contro le censure, mi chiedo dove vedono un rischio del genere nel voler bloccare la diffusione ad esempio di canali che trasmettono in streaming il Grande Fratello o le partite di calcio per cui le società che posseggono i diritti hanno pagato fior di miliardi per poterle trasmettere dai loro canali, non credo che si debba cavalcare la protesta “italiana” di perchè ha chiaramente un’intento puramente economico volta a sfruttare le opposte posizioni politiche per proteggere i propri interessi, il resto del decreto come ad esempio il tetto ai limiti pubblicitari ma anche altre cose può essere e deve essere discusso ma su questa precisa questione non credo che si stia sbagliando.

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